“Sapresti aiutare il tuo BUDDY?”
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“Sapresti aiutare il tuo BUDDY?”
Siamo nello stivale, la rivista di subacquea è in lingua italiana, indirizzata a un lettore italiano, eppure voltando pagina, ti trovi di fronte a un angoscioso quesito scritto a caratteri cubitali: “Sapresti aiutare il tuo BUDDY?” (sempre perchè siamo in Italia, sarebbe bene pronunciare alla lettera “buddi” e non “baddi” come sarebbe corretto: leggere buddi fa più ridere e aiuta... stupirsi di meno).
Aiutare il buddy? Ma chi è costui? Un adepto di una nuova setta religiosa? Una forma di ginnastica stelle e strisce che promette sorrisi smaglianti e facce da tonti?
Ercole e Maciste dove siete finiti? Siete stati schiacciati da Big Jim che grida “Buddy for president.”? E che fine ha fatto il verace “Vota Antonio, Vota Antonio” di sana De Curtisiana memoria ?!
Che cosa o chi è il mio buddi che dovrei saper aiutare? La sigla di un ennesimo ente inutile? Il nome dell’orsetto lavatore dello zoo di Berlino o del piccolo delfino nato all’acquario di Genova? Devo fare un versamento dell’otto per mille? Io so aiutare una vecchietta che attraversa la strada… sono anche capace di aiutare a scegliere un’attrezzatura subacquea, ma ad aiutare un buddi… mi sento angosciato e imbarazzato.
Oh povero me, saprò aiutare il mio buddi?
Ora che ci penso, non solo non so cosa sia ‘sto cavolo di “buddy”, ma non ho mai posseduto qualcosa dal nome simile. Con tutta la buona volontà, come faccio ad aiutare qualcosa/qualcuno che per me non esiste?
In Italia la subacquea è nata con dei pionieri, maestri indiscutibili e lungimiranti, che avevano come primo obiettivo quello di farsi capire su cose veramente nuove, provate in prima persona e non per sentito dire o per averle solo lette nel modulo x del manuale della didattica ammmericana.
Ma allora, seriamente, perché insistere in Italia con termini che vanno bene all’estero? Magari perché “fa figo”…? Boh… sarà vero?!
Ad ogni modo, dopo il briefing facciamo il check del reel e dei cutting tools, contoliamo lo spool e decidiamo il bail out in base al bottom time, al deco time e al CNS, perché dobbiamo fare una drift dive, che senza jon line e D-ring ci porterebbe ai bends e a un no fly troppo lungo…
Ma si può?! Ho impellente bisogno di una P-valve… ahhh finalmente ora sto meglio!!
Immagino la scena sulla barca: “Allora lui sarà il tuo buddy”. dice la guida. “Cosa sarò io? Aò a me buddi non l’ha mai detto nessuno!” risponde il cliente. “Ma no, non hai capito…”
Errore. Sei tu che non hai capito che devi usare termini comprensibili a tutti. Parla “come magni”. Dare un nuovo nome a chi già lo possiede, non ha senso. Solo Nando Meniconi avrebbe il diritto di dire “buddi”, ma lui è un americano a Roma e l’Albertone nazionale ha ben altro spessore.
Suggerisco quindi ai brevettati delle varie didattiche, che giustamente a casa loro usano il termine buddy, di non utilizzarlo se non all’estero, per essere capiti.
Personalmente considero con un certo sarcasmo chiunque, italiano in Italia, usa questa parola. E’ una questione di rispetto per l’istruttore che (a meno che non stia facendo un corso ad un inglese), parla di “controllo” e non di “check”, dice “libretto delle immersioni” e non “log-book”, “immersione in corrente” e non “drift dive”...
Io parlo, leggo e scrivo perfettamente l’inglese ma non sono così presuntuoso da pretendere la stessa cosa dagli altri. E poi non mi permetterei mai di chiamare “buddi” quello che in Italia è sempre stato il compagno d’immersione. :D
Aiutare il buddy? Ma chi è costui? Un adepto di una nuova setta religiosa? Una forma di ginnastica stelle e strisce che promette sorrisi smaglianti e facce da tonti?
Ercole e Maciste dove siete finiti? Siete stati schiacciati da Big Jim che grida “Buddy for president.”? E che fine ha fatto il verace “Vota Antonio, Vota Antonio” di sana De Curtisiana memoria ?!
Che cosa o chi è il mio buddi che dovrei saper aiutare? La sigla di un ennesimo ente inutile? Il nome dell’orsetto lavatore dello zoo di Berlino o del piccolo delfino nato all’acquario di Genova? Devo fare un versamento dell’otto per mille? Io so aiutare una vecchietta che attraversa la strada… sono anche capace di aiutare a scegliere un’attrezzatura subacquea, ma ad aiutare un buddi… mi sento angosciato e imbarazzato.
Oh povero me, saprò aiutare il mio buddi?
Ora che ci penso, non solo non so cosa sia ‘sto cavolo di “buddy”, ma non ho mai posseduto qualcosa dal nome simile. Con tutta la buona volontà, come faccio ad aiutare qualcosa/qualcuno che per me non esiste?
In Italia la subacquea è nata con dei pionieri, maestri indiscutibili e lungimiranti, che avevano come primo obiettivo quello di farsi capire su cose veramente nuove, provate in prima persona e non per sentito dire o per averle solo lette nel modulo x del manuale della didattica ammmericana.
Ma allora, seriamente, perché insistere in Italia con termini che vanno bene all’estero? Magari perché “fa figo”…? Boh… sarà vero?!
Ad ogni modo, dopo il briefing facciamo il check del reel e dei cutting tools, contoliamo lo spool e decidiamo il bail out in base al bottom time, al deco time e al CNS, perché dobbiamo fare una drift dive, che senza jon line e D-ring ci porterebbe ai bends e a un no fly troppo lungo…
Ma si può?! Ho impellente bisogno di una P-valve… ahhh finalmente ora sto meglio!!
Immagino la scena sulla barca: “Allora lui sarà il tuo buddy”. dice la guida. “Cosa sarò io? Aò a me buddi non l’ha mai detto nessuno!” risponde il cliente. “Ma no, non hai capito…”
Errore. Sei tu che non hai capito che devi usare termini comprensibili a tutti. Parla “come magni”. Dare un nuovo nome a chi già lo possiede, non ha senso. Solo Nando Meniconi avrebbe il diritto di dire “buddi”, ma lui è un americano a Roma e l’Albertone nazionale ha ben altro spessore.
Suggerisco quindi ai brevettati delle varie didattiche, che giustamente a casa loro usano il termine buddy, di non utilizzarlo se non all’estero, per essere capiti.
Personalmente considero con un certo sarcasmo chiunque, italiano in Italia, usa questa parola. E’ una questione di rispetto per l’istruttore che (a meno che non stia facendo un corso ad un inglese), parla di “controllo” e non di “check”, dice “libretto delle immersioni” e non “log-book”, “immersione in corrente” e non “drift dive”...
Io parlo, leggo e scrivo perfettamente l’inglese ma non sono così presuntuoso da pretendere la stessa cosa dagli altri. E poi non mi permetterei mai di chiamare “buddi” quello che in Italia è sempre stato il compagno d’immersione. :D
Re: “Sapresti aiutare il tuo BUDDY?”
mi hai fatto schiantare dalle risate.....ciao Elisabetta :sunny:
PS è vero
tutti usano termini in lingua inglese, e, senza offendere nessuno naturalmente, qualcuno non sa parlare neanche correttamente l'italiano
PS è vero
tutti usano termini in lingua inglese, e, senza offendere nessuno naturalmente, qualcuno non sa parlare neanche correttamente l'italiano
Ospite- Ospite
Re: “Sapresti aiutare il tuo BUDDY?”
Marcello sei forte! Mi son divertita un sacco! 

_________________
La vita é come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo. (Jim Morrison)
Re: “Sapresti aiutare il tuo BUDDY?”
grande marcello!!!
Ah ah ah :D :D :D
Ah ah ah :D :D :D

sise- Numero di messaggi: 383
Età: 48
Località: MARE
Data d'iscrizione: 09.12.08
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